Palazzo del Municipio
Chiesa di S. Pietro

Curiosità

Da inizio '800 di proprietà del comune che, dal 1988, eseguì numerosi interventi di ampliamento

Il Palazzo e la Chiesa

Il Palazzo del Municipio

In contrada Berlenda, la più antica di Morbegno, si erge il palazzo del Municipio, in passato parte del palazzo Castelli di Sannazzaro.

La nobile famiglia qui dimorò sino al 1780, poi la Parrocchia, proprietaria da inizio ‘800, lo vendette al Comune, che – dal 1988 – eseguì un ampliamento della struttura.

Le tracce del passato si notano ancora nei caratteri decorativi delle finestre e dei balconcini, rinnovamenti già settecenteschi del palazzo. 

Nel cortile interno è stata collocata una lapide in pietra della chiesa di Sant’Antonio che porta lo stemma della famiglia Castelli di Sannazzaro.

La chiesa di San Pietro

C’è unita al Municipio la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, detta comunemente di San Pietro, la prima vera parrocchiale di Morbegno, voluta nel 1337 da Romerio Castelli d’Argegno, rettore di San Martino, per la comodità degli abitanti del borgo, tra cui artigiani e commercianti.

Il tempio, consacrato nel 1341, protagonista della storia di Morbegno, come sede di assemblee civiche ed anche luogo di culto protestante dal 1559 al sacro macello del 1620, è oggi il risultato del restauro finanziato dalla confraternita del Santissimo Sacramento nel 1669, quindi simile per ampiezza e struttura, ma non nelle decorazioni, alla prima parrocchiale.

La chiesa è un unico ambiente suddiviso in 3 campate con soffitto a botte e 2 cappelle laterali.

ESTERNO

La facciata è segnata da un grande portale barocco in marmo nero, con timpano spezzato, sormontato da un’ampia finestra. Sui battenti del massiccio portone ligneo sono scolpiti i simboli di San Pietro e di San Paolo e motivi floreali ornamentali.

Il campanile, rialzato nel ‘600, coronato da un vezzoso balconcino, ha una copertura a bulbo. Lì, vigila il gallo, che il vento gira in tutte le direzioni.

INTERNO

I muri parietali, così come il soffitto, sono un trionfo di immagini dipinte, con pennellate libere e fluenti, da Pietro Bianchi, detto “il Bustino”, nel 1712-1713 in stile rococò.

La storia della chiesa, tra cattolicesimo e riforma, è esplicita nel tema dipinto sulla volta a botte del presbiterio, che ribadisce la Vittoria della Chiesa di Roma sulla Chiesa riformata. In dettaglio: a sinistra è dipinto un gruppo di 4 eretici, che vengono cacciati dalla Verità che tiene in mano uno specchio; al centro, verso destra, sono dipinti l’Eterno e la Vergine, che sovrastano la Tavola dell’Eucarestia con ostensorio. Nel lunettone absidale sono dipinti altri simboli eucaristici: spighe e grappoli di uva.

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