Casa Vinicola
Pietro Nera

Curiosità

La Torre di Chiuro della Famiglia Nera, nata nel 2009, permette di visitare le storiche cantine dell'azienda vinicola e di degustare vini Nera accompagnati dai prodotti tipici di Valtellina e Valchiavenna.

1940: La nascita di una passione forte nel tempo

La viticultura eroica che caratterizza la produzione dei vini valtellinesi, è una tradizione di lunga data per la famiglia Nera che, nel 1940, con Guido Nera, al quale poi succede Pietro Nera alla fine degli anni ’50, e la fondazione dell’azienda Agricola Nera Caven nel 1982 ora di proprietà dei fratelli Stefano e Simone, portano in alto il nome della casa vinicola, con riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale.

Uve eccellenti date da una vigna forte e rigogliosa, in grado di resistere maggiormente agli attacchi delle principali crittogame che interessano la vite.

Nelle cantine di Chiuro, le uve raccolte vengono sapientemente vinificate dalla famiglia Nera in botti di rovere, barriques e tonneaux.

La produzione spazia sia per denominazione del territorio Valtellinese, sia per la tipologia di lavorazione e qualità, producendo di volta in volta Sforzati, Valtellina Superiore nelle sottosezioni Sassella, Inferno, Grumello, Valgella e relative Riserve.

I più classici rossi di Valtellina ed i meno blasonati Bianchi, sino al Passito Rosso completano la produzione vitivinicola della famiglia Nera.

Wine Bar

Nel 2009, presso le cantine di Chiuro, viene aperto un nuovo punto vendita aziendale e Wine Bar, dove è possibile degustare e conoscere i grandi vini Nera, accompagnati dai prodotti tipici di Valtellina

Orari di Apertura

08:00 - 22:00
(orario continuato)
08:00 - 21:00
(orario continuato)
Sabato
Lunedì
Martedì
Mercoledì
Giovedì
Venerdì
Domenica

Posizione

Contatti

Casa Vinicola Pietro Nera

Azienda Agricola Caven Camuna

Aggiornamenti

Ristorante Ancora Morbegno

Curiosità

Originari della Val Tartano, aprono nel 2017 il Ristorante Ancora Elio e la moglie Patrizia, in un'atmosfera raccolta e familiare.

Tradizione ed Evoluzione della cucina Tipica

Il Ristorante Ancora, situato nel centro storico di Morbegno, lungo una delle vie che porta al Palazzo del Municipio e Chiesa di San Pietro, accoglie i suoi visitatori con il particolare ingresso a volta, caratteristico degli edifici storici di Morbegno.

Al suo interno, Elio e la moglie Patrizia, supportati dall’intero team di cuochi e professionisti del settore, vi accoglie per farvi degustare piatti della tradizione Valtellinese, e delle forte radici della Val Tartano, ed in ugual modo stimola la curiosità con iniziative particolari, cene a tema, evoluzioni del gusto e dei sapori  di gusti e sapori, in un ambiente caratteristico.

La cantina a volta, classica dell’architettura di Morbegno, permette di ospitare aperitivi e buffet organizzati dal personale di sale e direttamente dai titolari del ristorante.

Il Menu

Business Lunch

Menu Degustazione

Menu di Stagione

I Giovedì del Bollito

Venerdì e Sabato Specialità di Mare

Posizione

Contatti

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La Spia

Ristorante e Cantina

Curiosità

Sin dai tempi dei Grigioni, "La Spia" identificava il promontorio di vedetta sul punto del fiume Adda, chiamato "Lago della Spia"

Un calice tra i vigneti

Nel territorio del Nebbiolo, in quel promontorio che sovrasta il “Lago della Spia”, nasce il rosso di Valtellina prodotto dall’azienda agricola di Michele Rigamonti: La Spia.

La viticoltura eroica che caratterizza queste zone, clima e peculiarità del suolo, permettono all’azienda di produrre vini destinati al lungo invecchiamento conferendo una buona freschezza ai mosti traducendosi in un’elevata finezza ed eleganza dei vini prodotti.

Il nettare prodotto viene arricchito da uno degli artisti più importanti del panorama italiano: Luca Pignatelli, accettando la richiesta di Michele Rigamonti di rappresentare il territorio di Valtellina e Valchiavenna in tre iconiche rappresentazioni in bianco e nero poste sull’etichetta delle bottiglie.

Dagli stessi vigneti nasce anche il Ristorante La Spia, il cui ingresso, nascosto tra imponenti edifici della zona industriale, attraverso una dolce scalinata e qualche passo attraverso i vigneti dell’azienda agricola, vi porta a degustare là dove i Grigioni controllavano il fiume Adda.

La località Sassella si arricchisce quindi di arte e passione, producendo un vino che negli anni acquisisce valore, struttura ed appartenenza al territorio montano.

Il Menu

Pranzi di Lavoro

Aperitivi

Cene con Menu alla carta

Posizione

Contatti

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Complesso S. Antonio: Chiesa e Convento

Edificato dai frati domenicani nel XV secolo ed in attività sino al 1798

Curiosità

Fu luogo di fede e preghiera, successivamente caserma in guerra e magazzino, sino ad oggi luogo di cultura ed intrattenimento

Chiesa e Convento, Fede e Cultura

È stato luogo di fede e di preghiera, poi caserma in guerra e magazzino, il complesso di Sant’Antonio, oggi luogo di cultura e di intrattenimento.

La chiesa, che fu consacrata di Sant’Antonio Abate, è un auditorium. Sul palcoscenico spettacoli di danza e di teatro, concerti di musica classica e rock.

I chiostri, la sala capitolare e il refettorio del convento, edificato dai frati domenicani nel XV secolo ed in attività sino al 1798, ospitano mostre, incontri e cerimonie.
Tra gli eventi più importanti: Tango Festival, Master Class per strumenti ad arco e pianoforte.

Planimetria

Dettagli in ogni stanza, Storia in ogni anfratto

La Chiesa

Il rito del vescovo Matteo Olmo consacrò e ridedicò a Sant’Antonio Abate, nel 1504, la chiesa che era di Santa Marta in Quadrobio dal 1401. Un edificio che unisce lo stile rinascimentale e lo stile barocco.

FACCIATA

Il portone di ingresso è coronato da un protiro forse eretto da Francesco Ventretti, detto “il Ventra”, nel 1517 circa, che culmina con una lunetta ad affresco. Natività e angeli è  stata dipinta dal pittore Gaudenzio Ferrari, «il culmine della pittura rinascimentale nella Valle».

INTERNO

È un ambiente ad aula rettangolare, con transetto troncato, suddiviso in campate segnate da robusti archi e da ampie cappelle laterali, da segnalare è quella di San Martino. La navata ha un soffitto a volte a crociera realizzata nel Seicento, mentre gli affreschi che decorano le pareti sono del ‘500.

Il Convento

È il 1457 quando il vescovo Antonio Pusterla autorizza la fondazione di un convento domenicano a Morbegno, per la necessità di un sostegno al Cristianesimo locale sul finire del Medioevo.

La struttura si articola attorno a 2 chiostri quadrangolari porticati.

Primo Chiostro (Nord)

I portici disomogenei, ad archi a tutto sesto ribassato, tinti di bianco, nero e rosso, creano uno spazio essenziale e severo, ma che comunica una profonda sensazione di armonia e di leggerezza, raccordo tra le diverse parti del convento con la chiesa.

Il ritmo comunitario era scandito dallo gnomone della meridiana. La più antica contiene la scritta ispirata al libro d Giacobbe “Sicut umbra vita fugit”, ovvero “La vita scorre veloce”; la nuova è invece datata 1656, realizzata quando il corpo ovest fu sopraelevato. 

Le Storie e miracoli di San Domenico, ciclo dipinto, tra il 1638 e il 1678, che adorna le pareti accompagna nella visita del chiostro, restaurato nel 2007.

SALA CAPITOLARE

Il locale, ampio, era luogo di riunione per i frati (appunto detto capitolo) ed è decorato con una drammatica Crocifissione con santi domenicani, di impronta nordica, e i ritratti a olio dei grandi della musica; Pietro Mascagni, Antonio Vivaldi, Niccolò Paganini e Gioacchino Rossini. Le opere sono state realizzate dal pittore contemporaneo Lucio Pascalino.

REFETTORIO

La stanza, probabilmente mensa per i frati, è divisa in due parti da una spessa parete, che suddivide anche la Crocifissione con santi domenicani, affresco parietale. Il soffitto è decorato da due medaglioni, con scene tratte dal Vecchio Testamento, dal tema complementare: bevande e cibo.

Secondo Chiostro (Sud)

È il ciclo pittorico che racconta della vita di Rosa da Lima, la santa più venerata delle Americhe, realizzato nel tardo ‘600 che dà pregio al quadriportico, costruito intorno al 1514 per il bisogno di spazi accessori, funzionale ad attività pratiche, per anni trascurato.

Foto senza tempo

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