Ponte di Ganda

Curiosità

Nel 2014 chiuso al traffico veicolare dall'amministrazione Ruggeri in quanto identificato come monumento cittadino e da tutelare

Il ponte di Sasso - Ganda

Il ponte di Ganda, oggi simbolo di Morbegno, è uno dei più importanti lungo il corso del fiume Adda, perché sin dal XV secolo via di collegamento tra terre molto ambite, così di relazioni economiche e politiche.

Il nome deriva dalla contrada Ganda, che è sinonimo di pietraia, zona pietrosa.

Le piene del fiume e il corso della storia, con i conflitti e le epidemie, distrussero più “ponti di Ganda”. 

Il colpo di grazia venne con la piena del fiume Adda del 1772.

Il ponte che, oggi, si ammira è stato progettato da Francesco Bernardino Ferrari, architetto milanese, ed è stato costruito tra il 1776 e il 1778. 

I fornici ingannano chi ritiene il collegamento sia un ponte di origine romana.

Il ponte di Ganda è un punto di partenza scenografico per percorrere, a piedi o in bicicletta, il Sentiero Valtellina, itinerario che si sviluppa lungo il fiume Adda tra Colico e Bormio, per 114 chilometri.

Un ponte dai mille colori

Aggiornamenti

Complesso S. Antonio: Chiesa e Convento

Edificato dai frati domenicani nel XV secolo ed in attività sino al 1798

Curiosità

Fu luogo di fede e preghiera, successivamente caserma in guerra e magazzino, sino ad oggi luogo di cultura ed intrattenimento

Chiesa e Convento, Fede e Cultura

È stato luogo di fede e di preghiera, poi caserma in guerra e magazzino, il complesso di Sant’Antonio, oggi luogo di cultura e di intrattenimento.

La chiesa, che fu consacrata di Sant’Antonio Abate, è un auditorium. Sul palcoscenico spettacoli di danza e di teatro, concerti di musica classica e rock.

I chiostri, la sala capitolare e il refettorio del convento, edificato dai frati domenicani nel XV secolo ed in attività sino al 1798, ospitano mostre, incontri e cerimonie.
Tra gli eventi più importanti: Tango Festival, Master Class per strumenti ad arco e pianoforte.

Planimetria

Dettagli in ogni stanza, Storia in ogni anfratto

La Chiesa

Il rito del vescovo Matteo Olmo consacrò e ridedicò a Sant’Antonio Abate, nel 1504, la chiesa che era di Santa Marta in Quadrobio dal 1401. Un edificio che unisce lo stile rinascimentale e lo stile barocco.

FACCIATA

Il portone di ingresso è coronato da un protiro forse eretto da Francesco Ventretti, detto “il Ventra”, nel 1517 circa, che culmina con una lunetta ad affresco. Natività e angeli è  stata dipinta dal pittore Gaudenzio Ferrari, «il culmine della pittura rinascimentale nella Valle».

INTERNO

È un ambiente ad aula rettangolare, con transetto troncato, suddiviso in campate segnate da robusti archi e da ampie cappelle laterali, da segnalare è quella di San Martino. La navata ha un soffitto a volte a crociera realizzata nel Seicento, mentre gli affreschi che decorano le pareti sono del ‘500.

Il Convento

È il 1457 quando il vescovo Antonio Pusterla autorizza la fondazione di un convento domenicano a Morbegno, per la necessità di un sostegno al Cristianesimo locale sul finire del Medioevo.

La struttura si articola attorno a 2 chiostri quadrangolari porticati.

Primo Chiostro (Nord)

I portici disomogenei, ad archi a tutto sesto ribassato, tinti di bianco, nero e rosso, creano uno spazio essenziale e severo, ma che comunica una profonda sensazione di armonia e di leggerezza, raccordo tra le diverse parti del convento con la chiesa.

Il ritmo comunitario era scandito dallo gnomone della meridiana. La più antica contiene la scritta ispirata al libro d Giacobbe “Sicut umbra vita fugit”, ovvero “La vita scorre veloce”; la nuova è invece datata 1656, realizzata quando il corpo ovest fu sopraelevato. 

Le Storie e miracoli di San Domenico, ciclo dipinto, tra il 1638 e il 1678, che adorna le pareti accompagna nella visita del chiostro, restaurato nel 2007.

SALA CAPITOLARE

Il locale, ampio, era luogo di riunione per i frati (appunto detto capitolo) ed è decorato con una drammatica Crocifissione con santi domenicani, di impronta nordica, e i ritratti a olio dei grandi della musica; Pietro Mascagni, Antonio Vivaldi, Niccolò Paganini e Gioacchino Rossini. Le opere sono state realizzate dal pittore contemporaneo Lucio Pascalino.

REFETTORIO

La stanza, probabilmente mensa per i frati, è divisa in due parti da una spessa parete, che suddivide anche la Crocifissione con santi domenicani, affresco parietale. Il soffitto è decorato da due medaglioni, con scene tratte dal Vecchio Testamento, dal tema complementare: bevande e cibo.

Secondo Chiostro (Sud)

È il ciclo pittorico che racconta della vita di Rosa da Lima, la santa più venerata delle Americhe, realizzato nel tardo ‘600 che dà pregio al quadriportico, costruito intorno al 1514 per il bisogno di spazi accessori, funzionale ad attività pratiche, per anni trascurato.

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